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OBESITA' INFANTILE

È un’emergenza che sta attanagliando molte società, non solo nei paesi industrializzati ma anche nelle aree di sviluppo. I ricercatori prevedono decenni per educare le nuove generazioni a corrette abitudini alimentari e a stili di vita salutari. La convinzione generale è che urgono rimedi al più presto.

 Possibile che un bambino di 10 anni possa mostrare una sensibile ristrettezza delle arterie o segni di aterosclerosi? Sì, se il bambino è in sovrappeso o obeso.

 A questo preoccupante risultato è giunta un'equipe di ricercatori che fa capo al dr. Kam S. Woo dell'Università cinese di Hong Kong, che ha preso in esame un gruppo di 54 bambini e 28 bambine di età media 9,9 anni. Sulla base dell'indice di massa corporea (o Body Mass Index, BMI) 28 bambini sono stati considerati in sovrappeso e 54 obesi.

 Nel corso della ricerca sono stati divisi in due gruppi di controllo: il primo è stato sottoposto ad una dieta a basso contenuto di grassi ed alto contenuto di carboidrati complessi; il secondo è stato sottoposto alla stessa dieta con l'aggiunta, due volte la settimana, di 75 minuti di attività fisica: questa attività consisteva di aerobica, di allenamento di resistenza e di esercizi di agilità.

 Prima di iniziare questo 'trattamento', i bambini hanno fatto dei test vascolari e i loro risultati sono stati confrontati con quelli di persone adulte che avevano fumato per più di 10 anni: raffrontati con i risultati di bambini normo-peso, quelli sovrappeso ed obesi mostravano una probabilità maggiore tra le tre e le cinque volte di soffrire di attacchi di cuore o di ictus prima del compimento del 65° anno di età.

Dopo sei settimane di trattamento, i bambini di entrambi i gruppi di controllo hanno significativamente ridotto il loro rapporto tra giro vita e fianchi, abbassato il livello di colesterolo nel sangue e migliorato lo stato delle loro arterie. Inoltre, lo studio (pubblicato sull'"American Hearth Association journal circulation") ha messo in evidenza che la dieta e l'attività fisica garantivano una maggiore salute delle arterie rispetto alla sola dieta.

 In definitiva, tanto era preoccupante che i bambini potessero sviluppare una situazione cardiovascolare così abnorme ad un'età così giovane, quanto con uno stile di vita improntato alle buone abitudini essi potevano migliorare sensibilmente il loro stato di salute.

 Anche gli Stati Uniti, tra i paesi con il maggior numero di bambini obesi al mondo, stanno correndo ai ripari, con la consapevolezza che questa epidemia richiede un impegno non inferiore a quello messo in campo alcuni anni fa nella battaglia contro il fumo. Famiglia, scuola, comunità, industria alimentare e governo sono chiamati ad una grande alleanza per fronteggiare il problema.

 Pochi mesi fa è stato presentato un rapporto commissionato dal Congresso e curato dall'Istituto di medicina (Institute of Medicine, IOM), dal titolo: "Preventing Childhood Obesity: Health in the Balance" (Prevenzione dell'obesità infantile: la salute nell'equilibrio). L'obiettivo era dare priorità nazionale alla prevenzione dell'obesità infantile. "Questo rapporto contiene il primo piano d'azione esauriente e basato su prove per affrontare l'epidemia dell'obesità infantile su fronti multipli", dice il presidente dello IOM, dr. Jeffrey Koplan, vice-presidente degli affari della salute della Emory University ed ex-direttore degli US Centrers for Desease Control and Prevention (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie).

 "Nessun singolo settore può accollarsi questa responsabilità e nessun singolo settore può agire da solo per risolvere questo problema. Richiederà impegno e risorse per molti anni, probabilmente decadi", dice Koplan.

 Pesantemente chiamata in causa è l'industria alimentare: "Noi stiamo cercando molto duramente di offrire una scelta ai consumatori, in particolar modo agli studenti", dice Kathleen Dezio, portavoce dell'American Beverage Association. E continua: "Nelle macchine distributrici di bevande, le aziende produttrici di bibite fanno trovare anche succhi di frutta, acqua, tè, sport drinks, bevande dietetiche e parimenti bibite piene di calorie. Stiamo facendo ogni sforzo".

 La situazione è al limite dell'emergenza: negli ultimi 30 anni, infatti, il rapporto evidenzia il raddoppio dell'obesità nella fascia dei bambini in età prescolare (tra i 2 e i 5 anni) e tra gli adolescenti tra i 12 e i 19 anni; si parla addirittura di dati più che triplicati nella fascia tra i 6 e gli 11 anni. Questa condizione implica una serie di complicazioni, incluso l'aumento del rischio di sviluppare il diabete ed altre malattie croniche.

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